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Chirurgia guidata: da dove comincio?

Una delle domande che spesso si pongono i medici odontoiatri che vogliono passare dalla chirurgia “tradizionale” alla chirurgia guidata è: da dove comincio?

Per via di una sorta di vergogna o pudore spesso questa domanda non viene posta esplicitamente dal medico a specialisti e colleghi che già seguono da tempo la chirurgia guidata e questo determina un’indecisione che resta nel tempo e l’ipotesi di evolvere la propria attività chirurgica verso modalità tecnologicamente innovative e avanzate quali la chirurgia guidata sfuma inesorabilmente.

La chirurgia guidata, tra l’altro, non è neanche un’attività che viene richiesta dal paziente il quale ne scopre l’esistenza (e i benefici) solo quando è il medico a parlargliene. Dunque, a differenza di molti altri processi di cura (vedi ad esempio gli allineatori ortodontici invisibili) che sono ormai diventati di “dominio pubblico” ed è proprio il paziente a richiederli, la chirurgia guidata parte da un’iniziativa unica del medico e non del paziente.

Conscio delle difficoltà che un medico odontoiatra può avere nell’approcciare per la prima volta a questo tipo di tecnica chirurgica fornisco 5 consigli che credo possano essere utili per orientarsi all’inizio e trasformare più facilmente l’idea in azione.

1. ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA

E’ uno dei primissimi ostacoli che si presentano a un medico odontoiatra: la conoscenza base del computer. E’ fondamentale conoscere le basi del computer. E’ importante conoscere cos’è una scheda grafica e dove si accede per vedere che tipo di scheda grafica ha il proprio computer.

E’ importante sapere che cos’è la RAM e come si fa a verificare di quanta RAM dispone il proprio computer. E’ importante saper installare e disinstallare programmi sul computer con una certa facilità e cavarsela con internet in scioltezza.

Non è certamente necessaria una conoscenza approfondità dell’informatica ma è indispensabile avere una conoscenza di base.

Per capire se disponi di questa conoscenza devi poter essere in grado di rispondere “Si” a queste due domande:

a) Sei in grado di scaricare una Cone Beam CT dal CD-ROM al computer e inviarla ad un collega?

b) Sai gestire senza problemi una videochiamata da un computer portatile o fisso indifferentemente?

Se hai risposto SI ad entrambe le domande (un “si” convinto, mi raccomando) allora sei pronto dal punto di vista informatico per approcciare alla chirurgia computer guidata.

2. AVERE A DISPOSIZIONE GLI STRUMENTI GIUSTI

La chirurgia guidata presuppone che si abbiano a disposizione alcuni strumenti di fondamentale importanza per questo tipo di attività. In particolare parliamo di:

– Scanner Intraorale

– CBCT

E’ pressochè indispensabile disporre di uno scanner intraorale (già largamente diffuso negli studi) per questioni di accuratezza e precisione dei modelli 3D ottenuti e anche perchè il workflow della chirurgia guidata prevede l’accesso ripetuto e indispensabile alla scansione intraorale.

Esistono delle alternative alla scansione intraorale per realizzare guide chirurgiche (es. scansione 3D del modello in gesso) ma si tratta di opzioni poco raccomandabili che non rappresentano il gold standard delle procedure.

E’ meno importante disporre di una CBCT in studio, servizio che può essere esternalizzato senza grandi impatti sulle procedure di realizzazione di una dima chirurgica.

3. AVVALERSI DI MODELLI ANATOMICI PREPARATORI

La stampa 3D oggi mette a disposizione, con pochissimi euro, la possibilità di ottenere la replica anatomica dell’osso del paziente in pochissime ore direttamente in studio.

Sarebbe prudente e proceduralmente corretto nei primi mesi di attività chirurgica computer guidata avvalersi di modelli anatomici stampati in 3D e ricavati dalla CBCT del paziente.

Tali modelli consentono di testare la dima chirurgica prima di passare operativamente sul paziente.

Questo aumenta la confidenza del gesto chirurgico del clinico, aumenta la sicurezza del paziente e accelera i tempi di auto-training sul tema.

Esistono in commercio delle stampanti 3D di qualità ma molto economiche a filamento in grado di stampare senza problemi una mandibola intera o un mascellare con margini di errore ridottissimi.

Fermo restando la necessità di acquisire competenze chirurgiche specifiche su questo tipoo di attività è comunque sbagliato pensare di dover andare diretti sul paziente quando una buona parte di training si può eseguire su moodello anatomico paziente-specifico (quindi non un modello ogenerico).

Ricordiamo che tutte le strutture sensibili nervose e vascolari posson essere anch’esse stampate e quindi valutate in termini di sicurezza della procedura.

4. ABBANDONARE IL CONCETTO DI LUNGHI TEMPI DI APPRENDIMENTO

Limitatamente alla parte software e digitale bisogna abbandonare l’idea che questa richieda tempi di apprendimento e formazione molto lunghi.

Per esperienza personale come formatore in corsi di chirurgia guidata tramite l’uso di software 3D gratuiti posso assicurare che la curva di apprendimento degli strumenti digitali software per la produzione di dime chirurgiche di bassa, media e alta complessità è molto breve.

Non c’è una difficoltà oggettiva da superare a livello di competenze sui software necessari per progettare una dima. E’ semplicemente necessario imparare l’uso di tali software con poche ore di training e tutorial.

Bisogna tuttavia tenere presente che la progettazione di una dima chirurgica non può essere un procedimento semi-automatico. E’ necessario un lavoro al computer del medico che, per ogni caso clinico, può comportare un impegno di tempo che va dai 30 ai 60 minuti, dipendentemente dalla complessità del caso clinico.

5. LA CONOSCENZA DELLO STRUMENTARIO CHIRURGICO NON E’ UN OSTACOLO

Molti odontoiatri ritengono complicato avere a che fare con lo strumentario chirurgico della chirurgia guidata.

Come saprete la chirurgia guidata richiede un kit chirurgico specifico che è sempre fornito dalle aziende implantari. In tale kit chirurgico sono disponibili le sequenze di frese e accessori chirurgici indispensabili per la procedura di chirurgia computer guidata.

Tra gli strumenti indispensabili ci sono le boccole metalliche, dispositivi che vanno inseriti all’interno dei fori della dima chirurgica per evitare fenomeni di attrito tra lo strumento rotante e la dima stessa.

Le boccole vengono sempre fornite dall’azienda che produce i vostri impianti ma, in alternativa, si possono acquistare sul mercato italiano ed europeo boccole compatibili.

6. NON SEGUIRE CORSI SE NON SI E’ REALMENTE INTENZIONATI A METTERE IN PRATICA LE NOZIONI

Oggi il medico odontoiatra è letteralmente “bombardato” da una enorme quantità di offerte formative che, quotidianamente, gli piombano addosso. Tra queste rientrano, tra l’altro, anche i percorsi formativi professionalizzanti di Up3D nei quali ci sono i miei corsi intensivi di BlueSkyPlan (software 3D gratuito per chirurgia guidata e ortodonzia digitale).

Tuttavia con estrema schiettezza mi sento di sconsigliare fortemente la partecipazione a corsi di formazione se non si è realmente intenzionati a mettere in pratica SUBITO le nozioni acquisite.

Questo perchè seguire un corso e poi non mettere immediatamente in pratica quanto imparato rappresenta semplicemente un fallimento sia per il medico che per il formatore che al medico ha fornito le conoscenze tecniche necessarie.

Per imparare l’uso degli strumenti informatici necessari per produrre guide chirurgiche ci sono due strade:

  1. Seguire il training proposto dagli specialist professionisti dei vari software sul mercato;
    In tal caso vale la seguente regola: si segue il corso solo se subito dopo si mette in pratica quanto imparato;
  2. Seguire gli infiniti videotutorial YouTube sui vari software 3D che ormai si trovano con estrema facilità.
    In tal caso vale la regola che bisogna armarsi di pazienza e tempo da dedicare all’apprendimento perchè i tutorial sono realizzati in ordine sparso, senza un filo conduttore e insegnano l’uso del software gratuitmente ma richiedendo un grande investimento di tempo da parte del medico.

Ognuna delle due strada è legittima e percorribile con serenità. Tuttavia è importante che alla base della voglia di formarsi ci sia, realmente, l’intenzione di voler realmente praticare la chirurgia guidata su paziente e non semplicemente l’esigenza spasmodica di accumulare competenze che poi non vengono realmente messe a disposizione dei pazienti.

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